Follow Me

                        

Unicorni che non amano i dolci - Plumcake al lime

Secondo post fuori tema. Ci vorrebbe un premio.


L'avevo già detto che non amo i dolci? Beh, lo dico ora: non li amo. Ciononostante, per la colazione della domenica qualche vizietto me lo concedo e, non potendo pucciare la pizza nel tè (e con "non potendo" voglio dire "non essendo socialmente accettabile", ma in momenti di stress da panico non negherò di averlo fatto), mi sono rassegnata a imparare qualche ricetta ammazza-dieta. Proprio in virtù del fatto che odio il sapore dello zucchero (avete letto bene), le poche torte che preparo e che mi riescono devono essere ben bilanciate e mai stucchevoli. Quale modo migliore per iniziare che con un plumcake al lime? 





INGREDIENTI
- 70 gr di farina buratto  
- 120 gr farina bianca di farro ----> in totale 190 gr farina, può andare benissimo anche la classica 00
- 60 gr fecola di patate
- 8 gr lievito vanigliato (mezza bustina)
- un pizzico di bicarbonato
- 2 uova medie 
- 50 gr di burro a temperatura ambiente
- 150 gr zucchero mascobado (se preferite, funziona anche con lo zucchero di canna o lo zucchero bianco, io ho scelto questo perché meno dolce -ma va?-, biologico e di mercato equo e solidale)
- 2 lime 
- 170 ml latte intero

PROCEDIMENTO
Miscelate con cura le farine con la fecola di patate, il bicarbonato e il lievito. Mettete da parte. Montate le uova con lo zucchero e il burro ben ammorbidito fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso e aggiungete lo zeste dei lime grattugiato (state lontani dal bianco che fa schifo ed è amarissimo). Fatto? Ora unite alla crema le farine setacciate aiutandovi con il latte, ed infine aggiungete al composto il succo di un lime. SBEM! Siete a cavallo. Non andate in sbattito se vi sembra che l'amalgama sia molliccia, per questa torta è normale avere un impasto un po' più lento di quello a cui le nostre nonne ci hanno abituato; vi assicuro che in forno avverrà la magia. Dicevamo, il forno: preriscaldatelo a 170° ventilato e infornate il vostro plumcake (vi consiglio di foderare lo stampo con della carta forno bagnata e strizzata, in modo tale che  il dolce rimarrà umido e soffice una volta cotto) per circa 40 minuti. Fate la prova dello stecco e, a cottura ultimata, spegnete il forno e lasciatelo lì al calduccio per una decina di minuti. Sfornate, fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo. Se siete anormali come me, invece, spezzettateci sopra delle foglie di menta fresca o, per i più estremi, di basilico, aroma che io AMO con il limone, le fragole, i frutti di bosco e le arance. 

Parliamo di cose serie: il profumo. Il profumo, signori, è qualcosa che la Yankee Candle che vi brucia alle spalle non può capire. Giuro. Un profumo che ti fa iniziare la mattina col piede giusto anche se hai un paper da scrivere, la camera da pulire e i vetri da lucidare in meno di due ore. E poi sta bene con tutto: con il tè verde della fashionista, con il tè nero del dandy, con il latte del tradizionalista, con il nesquik del cucciolo d'uomo, con il caffè amarissimo del papà e con il cappuccino della mamma... è un dolce che sa di domenica, una torta che sa di coccole. 

Che aspettate a provarla? Su, su, che non vedo l'ora di sentire la vostra versione del "di cosa sa il plumcake"!
Cicciosamente vostra.
  

The Doubleplusgood

No comments:

Post a Comment

© The Doubleplusgood. Powered by Blogger.